Report personalizzati Google Analytics

I report personalizzati sono un’ottima soluzione per monitorare l’andamento dei KPI, ovvero le metriche chiave da osservare su Google Analytics, utili per avere un’idea immediata delle performance del sito web che stiamo analizzando. Di fatto, andare di volta in volta a richiamare tutti i report che ci servono può richiedere tempo prezioso, mentre possiamo creare dei rapporti, appunto personalizzati, che contengono le dimensioni e le metriche che ci servono.

Come creare i report personalizzati

Dal pannello di amministrazione Analytics accedi alla sezione “Personalizzazione” e da lì creare i report personalizzati che ritieni più utili per la tua attività di analisi, o in alternativa selezionarli tra quelli pubblici.
Scegli una o più metriche (i dati prettamente numerici) e dimensioni (attributi delle metriche: città, lingua, categoria dispositivo) e attivare il rapporto, una volta attivato puoi scegliere di applicarlo a una o più viste associate a quell’ account Analytics.
Le metriche possono essere suddivise in gruppi e possono essere molte. Per le dimensioni invece, ne puoi scegliere una principale ed aggiungerne altre, le quali funzioneranno un po’ come le dimensioni secondarie: per esempio imposto come dimensione “mezzo” e come dimensione aggiuntiva “sorgente”, nel rapporto le metriche risulteranno ordinate per mezzo, cliccando sul singolo mezzo il report mostrerà tutte le sorgenti che corrispondono a quel mezzo.
E’ importante inoltre considerare che se al singolo rapporto applichiamo un filtro, esso andrà applicato anche a tutte le sue schede rapporto!

Cosa inserire nei report personalizzati

I report personalizzati devono essere semplici e immediati, una sintesi di ciò che dobbiamo analizzare. Bisogna quindi procedere con la definizione di quelli che sono gli obiettivi aziendali, ovvero quali attività previste sul sito web aiutano l’azienda nel raggiungimento degli obiettivi economici. In base all’obiettivo principale vanno individuati quelli che sono i KPI (Key Performance Indicator), ovvero quegli indicatori che consentono di comprendere se le attività aziendali stanno progredendo verso il raggiungimento dei propri obiettivi o meno. I KPI sono dei parametri quantificabili selezionati dall’impresa tra tutte le metriche possibili. Sarebbe quindi un’ottima idea quella di creare un rapporto personalizzato che riporti i valori degli indicatori di prestazione, inoltre impostando l’invio automatico mensile di questa e-mail, saremo sempre aggiornati (o potremmo aggiornare facilmente chi di dovere) sull’andamento delle strategie di marketing garantendo proattività e tempestività nel caso di calo delle performance.
Se hai operato bene su Analytics, e hai quindi impostato eventi e obiettivi, potrebbe essere utile capire quali mezzi di accesso al sito web effettuano le determinate azioni che stai tracciando, o quale sia il loro tasso di conversione.
Un altro aiuto che possono darti i report personalizzati sta nella ricerca delle regolarità, le quali consentono di avere un quadro più completo del comportamento degli utenti rispetto alla nostra azienda. Dopo aver cercato il dato particolare nei report tradizionali, puoi isolarlo nei rapporti personalizzati e studiare come funziona.

Esempi di report personalizzati

Una casa editrice che si occupa di scrivere libri di supporto alle aziende, aveva la necessità di verificare un’ipotesi interna: ovvero che gli acquisti avvenissero principalmente negli orari di ufficio, in coerenza anche con l’aumento delle visite nei giorni feriali e il netto calo delle stesse durante i giorni festivi. Ho quindi creato un report personalizzato che riportasse gli acquisti per giorno e ora. Analizzando il rapporto per quattro settimane di fila, ho potuto riscontrare che gli orari delle conversioni coincidevano con le due ore subito successive alla pausa pranzo e con le prime ore di lavoro del lunedì. In termini di comportamento questo significava che era stata fatta ricerca in pausa pranzo o il venerdì della settimana precedente per quella successiva, passando i dati al reparto AdWords, hanno impostato le campagne con massima visibilità negli orari e nei giorni utili, ottenendo un minor costo delle conversioni, dal momento che il budget non veniva spalmato in modo casuale, ma veniva concentrato nelle ore strategiche.
In questo caso il tracking è stato continuativo, di supporto alle strategie applicate su mezzi specifici, è importante per verificare se i trend di comportamento cambiano nel tempo.

Il secondo esempio riguarda un marchio di abiti da sposa con diversi punti vendita su tutto il territorio italiano. La stilista di questo marchio ha condotto una trasmissione televisiva che viene registrata ogni settimana in un punto vendita differente. A questo punto i dati da monitorare per questa iniziativa erano essenzialmente 2: 1) aumentano gli accessi al sito web durante la trasmissione? 2) le prenotazioni degli appuntamenti sono nelle città dei punti vendita presentati in trasmissione?
Ho quindi creato due report personalizzati, il primo per raccogliere le sessioni sviluppate per orario; il secondo per monitorare il raggiungimento di ogni obiettivo (contatto, prenotazione) per città.
Il risultato in questo caso è stato che durante le due ore della trasmissione il sito web registrava due terzi del totale delle visite giornaliere: sicuramente un successo per la brand awareness!
Le città con il maggior numero di prenotazioni e contatti restavano però le solite, senza grossi incrementi per i punti vendita presso i quali si era svolta la trasmissione: occorreva dare più forza al negozio durante la puntata.
Questo è un caso di misurazione dei risultati di una determinata attività di marketing: visualizzare informazioni che sono utili soprattutto in un dato periodo vissuto dall’azienda e che magari non sono fondamentali per le analisi di routine.

E tu quali report personalizzati devi creare? Se hai le idee confuse contattami, lo prepariamo assieme!

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