Clic e sessioni: AdWords vs Analytics

 

Occorrono molteplici indagini per spiegare la grande differenza tra clic e sessioni, a questo punto è possibile inquadrare molte cause, dalla più semplice raccolta nelle definizioni “da manuale” ad altre più complicate. Spesso una situazione può sembrare critica dal pannello Analytics, ma può non essere lo stesso se la si osserva da AdWords.Ormai le operazioni di verifica si facilitano, infatti è possibile avere le principali statistiche delle campagne direttamente nel pannello Analytics, in modo che anche gli analisti possano riscontrare nell’immediato a quale campagna sono dovuti eventuali cambiamenti imprevisti ed eventuali discrepanze tra quanto accade su Analytics e su AdWords. Per visualizzare questo rapporto occorre andare nel pannello Analytics > Rapporti > Acquisizione > AdWords > Account: qui vediamo contemporaneamente le voci “clic” e “sessioni”, in modo da poter effettuare un confronto diretto.

Esaminiamo cosa sono i clic e le sessioni

Per cominciare, occorre prestare attenzione a quelle che sono le visite o sessioni per Google Analytics, si tratta di un arco temporale di trenta minuti, durante il quale un utente può effettuare una o più azioni (hit) sul sito web ed effettuare più o meno accessi. E’ proprio qui la differenza, mentre AdWords conta i clic su un annuncio, quindi quelli che corrispondono ad un accesso su Analytics.

  1. Quindi la prima cosa da andare a osservare è se la differenza si presenta anche per gli accessi oltre che per le sessioni, un modo per fare questa verifica è dal pannello Analytics >  Rapporti > Comportamento > Contenuti > Pagine di destinazione > Dimensione secondaria > mezzo filtrato per “cpc”. In questo caso, se gli accessi da cpc corrispondono ai clic conteggiati su AdWords, allora la questione è risolta.
  2. Il codice di monitoraggio Analytics non è stato implementato correttamente, quindi non vengono registrate alcune sessioni. Questo accade magari con alcuni plugin di WordPress o altri CMS, che magari funzionano con l’attivazione di Analytics col solo inserimento dell’ID e montano lo script in modo automatico, talvolta mi è capitato che tale script sia stato inserito nel footer, o comunque dopo la chiusura del tag <head>, non consentendo così il corretto caricamento e quindi la raccolta dei dati. Puoi utilizzare Tag Assistant per verificare questo problema.
  3. Potrebbe essere un problema legato alla velocità di caricamento della pagina, praticamente, se dopo il clic sull’annuncio da parte dell’utente, la pagina ci mette molto tempo per aprirsi, è possibile che l’utente clicchi più volte sull’annuncio senza mai far nascere una sessione, perché non da nemmeno il tempo al codice di Analytics di recuperare l’informazione. Un modo per verificare l’esistenza di questo problema è accedere al pannello Analytics > Rapporti > Comportamento > Velocità sito > Panoramica > ti fornisce i tempi di caricamento di una pagina per i diversi browser.
  4. Sia la codifica automatica che quella manuale potrebbero arrecare dei problemi, in ogni caso si tratta di una configurazione errata o di un parametro non accettato. Nel primo caso, quando vengono creati gli annunci, all’URL di destinazione viene aggiunto un parametro (GCLID) che contiene tutte le informazioni sull’annuncio, utile ad Analytics per comprendere la provenienza del clic, se per esempio è presente un redirect, il parametro viene perso e quindi Analytics non è più in grado di riconoscere la provenienza del clic. Con la codifica manuale questi parametri li imposti tu, anche se riescono a fornire meno informazioni rispetto alla codifica automatica, è comunque possibile che ci siano problemi nel tracking dei clic. Verifica il tipo di codifica e puoi capire se il problema è legato a questo.
  5. Possono essere clic da mobile, in questo caso potrebbe essere che l’utente clicchi sull’annuncio, ma poi non abiliti il cookie per il tracking  e quindi Analytics non registra la sessione. Un altro problema legato al mobile è che il clic può avvenire per sbaglio, questo accade soprattutto per le campagne display, quando un utente può cliccare il banner mentre il suo intento era magari quello di scorrere la pagina.
  6. Potrebbe trattarsi di clic fraudolenti, che cioè effettuati appositamente per far pagare i clic. Possiamo definire questi clic anche come “non validi”, o meglio, questa è la definizione che troviamo sulla guida di Google. In generale tali clic non validi vengono esclusi dai rapporti, ma può esserci qualche eccezione e in tal caso ti conviene contattare direttamente l’assistenza, che dopo attente analisi sarà in grado di verificare se si tratta effettivamente di clic volti a danneggiare la tua attività o se celano qualche altra realtà.

Se nemmeno queste verifiche portano a dei risultati… contatta l’assistenza, ma vedrai che il problema sarà più semplice di quanto pensi!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>